lunedì 14 agosto 2023

I nostri posti felici

Perché questo blog non sia sempre e solo la valvola di sfogo di preoccupazioni e dissenso, voglio riportare uno dei nostri posti felici: Gattobaleno, come lo chiama mio figlio. Vicino Roma c'è questo parco divertimenti, MagicLand, che davvero è ritagliato a misura di bimbo autistico. Ogni volta che andiamo rientriamo a casa stanchissimi, ma soddisfatti. In primis, è COMPLETAMENTE gratuito per i possessori della disability card, ed un accompagnatore. A fianco c' è il nuovo parco acquatico dove invece l'accompagnatore paga (14 euro), ma su richiesta danno l'ingresso per il giorno successivo omaggio. Cio' riporta ad una media di 7 eur al giorno: spendo molto di più in giostrine al supermercato. Il personale all'ingresso è sensibilizzato al tema, esiste una blue room dove far allungare i bimbi lontano dal frastuono quando si manifestano i segni di una crisi (anche grazie ad ANGSA Lazio). Se si vogliono fare ripetuti giri sulla stessa giostrina, nessuno li nega al bimbo. Per quanto riguarda la piscina nel parco adiacente, la struttura è nuova, pulita, ben organizzata. Noi siamo andati che aveva aperto da poco, ed i bagni e le docce erano più puliti di quelli dell'hotel. Ci sono ovviamente delle cose da migliorare, ma in un mondo difficile, quando si triva un posto felice, bisogna tenerselo stretto tra le maglie dei ricordi.

BLAME IT ON FREUD

Tutta colpa di Freud- non per recensire l'omonimo film Italiano, ma per raccontare una storia che lascia l'amaro in bocca e dolore in petto. La Francia- da sempre considerata paladina dei diritti umani e sociali- si è rivelata una meta triste e piena di persone grette per una vacanza con un bimbo autistico. Quando giustificavo il comportamento di mio figlio con la solita frase ' scusate, è autistico', che in Italia genera empatia, o alla peggio, ' everyone to mind their own business', ottenevo solo ghigni, sguardi e parole dure, nonché rigidità esacerbate. Anche e soprattutto da attori istituzionali, incluso in aereoporto. Tutti i bimbi hanno potuto portare la bottiglia in cabina, a seguito del rilassamento delle norme aeroportuali. Solo a mio figlio sono stati confiscati tutti i liquidi e anche un pericolosissimo leone di peluche. È risaputo che questi dopotutto sono tra le endangered specie da non esportare. Sul Guardian ho trovato il motivo a mio avviso inspiegabile del trattamento ricevuto dai cugini d'oltralpe: la psicoanalisi. La Francia è e rimane l'ultimo baluardo delle teorie di Freud, per cui l'autismo non è né una patologia, né neurodivergenza, ma una disfunzione attribuibile alla ' mamma frigorifero'. E sembrano pensarla tutti ancora cosi', quindi i bambini diagnosticati vengono spesso rimossi dalle famiglie di origine dai servizi sociali per essere istituzionalizzati, ricevendo cure inadeguate ed addirittura essendo vittime di pratiche abusive come il packing, che prevede di avvolgere il bimbo in bende fredde e bagnate. Si spiega perché nessuno fa 'coming out' , preferendo non essere diagnosticato, ed ogni qualvolta pronunciassi la fatidica frase venisse trattata come un'ammissione di colpevolezza per dar adito a denigrazioni ed angherie. Mentre in Italia si ottiene perlomeno la parvenza del politicamente corretto, essendo sensibilizzati dai media sul tema della disabilità, in Francia si diventa vittime di attacchi sfrontati. Anche in quello che dovrebbe essere il 'Posto più felice della terra'. Ormai la visione di Topolino e la sua banda rievoca solo traumi in mio figlio. Scusate il francesismo, ma quando ci vuole ci vuole, Vive la merde.

I nostri posti felici

Perché questo blog non sia sempre e solo la valvola di sfogo di preoccupazioni e dissenso, voglio riportare uno dei nostri posti felici: Gat...